Che Trader Sei?

Il Tuo Trading Plan Definitivo

Che Trader Sei?

Ciao trader,

in questi anni la community tradingblog è cresciuta parecchio.
Da pochi messaggi ed email, ora il volume della corrispondenza è aumentato notevolmente.

Questo lo dico con grande entusiasmo, non perché mi senta un “guru” a cui molte persone chiedono consigli, ma per il continuo confronto che nasce con ognuno dei trader che mi contatta.

Sono estremamente convinto che in questo lavoro, come nella vita del resto, non ci si debba mai sentire arrivati e un pizzico di umiltà non guasti mai.

Ecco che ogni contatto che ricevo è sempre stimolo di curiosità, di capire come poter aiutare e sopratutto un’occasione per potermi migliorare.

Capita spesso che sia proprio chi mi scriva per ricevere un consiglio a darmi uno spunto di riflessione nuovo e quindi a permettermi di aprire una nuova porta e scoprire qualcosa di nuovo.

In questi anni quello che ho dovuto imparare per migliorare il mio trading è stato capire che trader sono, qual’è il mio ambiente ideale, i mercati, che tipo di reazioni ho quando subisco una perdita o quando realizzo un profitto.
Cosa si addice maggiormente al mio stile, cosa preferisco fare…

Ecco che in questo articolo, voglio affrontare con te le corrette domande che devi porti per capire che trader sei, se stai operando in linea con le tue caratteristiche personali, cosa puoi e cosa devi migliorare per conseguire risultati superiori a quelli ottenuti finora.

Ok, vamos!


Una delle prime cose che chiedo quando cerco di dare una mano ad un trader è che tipo di strategia sta utilizzando.

Non ci crederai, ma spesso la strategia non esiste.

A volte mi sento rispondere “uso la price action“.

Ok, dico io, ma cosa in particolare?

Perchè la price action è tutto e niente.

Le stesse candele sono l’azione del prezzo, le medie mobili si basano sull’azione del prezzo cosi come la maggior parte degli indicatori derivano dall’azione del prezzo.

A questo punto mi dicono: “utilizzo i grafici nudi”.

Qui la faccenda si complica (per loro)

Le mie domande proseguono con: “Tradi dei pattern candlestick precisi?, tradi i breakout? Sei un trend follower?, utilizzi dei riferimenti orizzontali?

Insomma, per poter dare un consiglio, ho necessità di sapere.

Questo è il punto in cui capisco che una vera strategia non esiste.

Molti credono di averne una ma poi si rendono conto che non hanno un sistema di trading definito, con delle regole precise e da qui iniziano i primi problemi.

Tu, che stai leggendo quanto prendi sul serio il trading?

Vuoi realmente farne la tua professione o vuoi limitarti a trattarlo come un hobby molto costoso?

Penso di sapere la tua risposta, altrimenti non saresti qui se il trading non fosse qualcosa di veramente importante per te.

Cos’è una strategia di trading?

Ora diamo un’occhiata a come si costruisce una strategia.

Ho riassunto in un breve elenco di punti alcune domande fondamentali.

Rispondendo a queste domande inizierai a costruire il tuo sistema di trading vincente, si spera 😉 .

Alla fine dell’articolo, puoi scaricare e stampare un file pdf, che puoi utilizzare come modello per definire il tuo trading.

Parte1 Domande iniziali che Trader Sei

Parte 1 – Domande iniziali

  • Che tipo di Trader sono?

Sono un trader intra-day o di medio lungo periodo?

  • Qual è il mio ambiente di mercato favorito?

Preferisco una fase di consolidamento laterale, un trend ben definito, cerco ingressi di continuazione o preferisco entrare sulle inversioni?

  • Quali sono i miei timeframe?

Sei più adatto ai timeframe brevi o a quelli più tranquilli? Che orizzonte temporale hanno i tuoi trades?

  • Quali mercati seguo?

Operi sul Forex? Su quali coppie o cross? (se non sai la differenza tra coppie e cross c’è un video che potrebbe interessarti). Operi sugli indici? Preferisci l’azionario?

Per esempio io all’inizio seguivo un’infinità di cose ora opero su pochissimi strumenti.

  • Qual è il mio obiettivo?

Voglio fare del trading il mio lavoro a tempo pieno? Voglio solo integrare le mie entrate? Voglio farlo come passatempo?

E’ molto importante sapere chiaramente quali sono le aspettative e gli obiettivi che si desidera raggiungere.

Parte2 Gestione del Trade

Parte 2 – Gestione del Trade

  • Che tipo di setup trado?

Ad esempio io ho un setup sui volumi molto chiaro con regole ben precise.

Opero quasi solo con questo setup.

E’ replicabile e non discrezionale, in questo modo anche le statiche sono molto precise e mi permettono di ottimizzare l’operatività nel tempo.

  • Quali sono i segnali che mi allertano?

Ogni setup ha le sue regole, ovviamente ci sono dei campanelli d’allarme che ti fanno capire subito se sta per verificarsi qualcosa di valido.

Crea una tua check-list cosi eviterai tutti i falsi segnali.

  • Quali sono le differenze tra un buon trade, uno così cosi e un trade orrendo?

Tieni un diario delle tue operazioni e annotati cosa è andato storto, cosa non hai rispettato.

Se non ne hai uno, Qui puoi scaricare il mio Diario di Trading

Fai degli screenshot delle operazioni da manuale e di quelle sbagliate.

  • Com’è il mio Stop Loss?

Che tipo di stop utilizzo, che regole ho per uscire da un’operazione in perdita?

Io ad esempio ho un rischio fisso costante calcolato a inizio anno sul capitale.

Ci sono diversi metodi per il risk management, una volta che ne sposi uno rispettalo rigidamente.

  • Com’è il mio Take Profit?

Come gestisco i miei target? Ho dei target definiti oppure utilizzo un trailing stop?

Cerco di far correre una parte della posizione più possibile?

  • Come gestisco il Trade?

Porto tutta la posizione fino alla fine del trade o ne liquido una parte?

A che livello di profitto imposto lo stop loss a break even?

Decidi anche qui un unico metodo, perché se farai ogni volta una cosa diversa non avrai mai un metodo univoco.

Parte3 La Routine

Parte 3 – La Routine

  • Qual è il mio time frame di riferimento? Uso grafici a N. volumi? Oppure a tick?

Definisci il tuo ambiente e non saltare da uno all’altro.

  • Ho costruito una checklist e una watchlist dei mercati che intendo tradare?

Una volta decisi i mercati su cui operare, non si andrà in cera di altro.

Se ci sono occasioni si sfruttano, diversamente non si entra a mercato.

La tua checklist deve comprendere le regole e gli allarmi per valutare la bontà o meno di un trade.

Puoi fare un’analisi a inizio settimana e impostare già su quali livello di prezzo, volumi ecc sei interessato ad intervenire.

  • Quando faccio l’analisi?

Pianifica l’analisi con regolarità. La pianificazione è importante. Io ad esempio faccio l’analisi per la settimana successiva sempre il Venerdì pomeriggio o il Sabato mattina.

Comunque non apro mai il Lunedì mattina i grafici senza aver costruito una mappa di quello che mi posso aspettare.

  • Quanto tempo passo sui grafici, mi sono dato degli orari?

Decidi a priori degli orari di inizio e fine sessione.

L’ufficio apre -> l’ufficio chiude.

Non devi andare in over trading, la borsa non scappa, non ti preoccupare domani sarà ancora lì.

Parte4 Money Management

Parte 4 – Money Management

  • Quanto del mio capitale rischio sul singolo trade?

Rischio l’1% o il 2%? Rischio sempre lo stessa % oppure ho dei setup su cui posso rischiare di più?

La % la calcolo sul capitale di inizio anno oppure sul saldo volta per volta?

Io ad esempio, lavorando sui future, opero con size costante dato che anche i punti di stop sono quasi sempre gli stessi.

  • A quanto ammonta la mia massima esposizione sulle operazioni aperte?

Una volta deciso il rischio per singolo trade, devo anche decidere quanto è il rischio complessivo su tutte le operazioni aperte complessivamente.

Se ho gia 3 operazioni aperte mi posso permettere di aprirne una quarta o una quinta?

  • Qual è il mio Risk/Reward?

Devo decidere a priori il rapporto rischio/beneficio. Se un’operazione non ha il mio risk/reward minimo, la faccio ugualmente?

  • Medierò la posizione?

Decidi subito, onde evitare atteggiamenti impulsivi, se medierai l’operazione e come.

(Sulla mediazione trovi un articolo qui)

  • Posso accumulare?

Cosi come per la mediazione, decidi sempre prima se puoi gestire un piano di accumuazione della posizione. Come sempre devi avere delle regole precise su come agire, niente impulsività o improvvisazione.

  • Come affronto le fasi di drawdown?

Dopo una serie di stop loss consecutivi o comunque significativi, sai cosa fare?

Datti una perdita massima consentita giornaliera e di periodo, raggiunta la quale rivedi la tua operatività e nel caso fai un periodo di pausa.

Spesso proprio in questo momento di pausa hai la lucidità di capire cosa è andato storto e cosa fare per migliorare.

Il tuo Piano di Trading

Mi rendo conto che fare questo lavoro sia faticoso e forse noioso.

Ma devi dare al trading tutta la serietà che merita cosi come qualunque altra professione imprenditoriale.

Apriresti un’attività commerciale senza un business plan?

Non credo.

Soprattutto se sei un neofita potresti pensare di non aver bisogno di passare per questi step.

Del resto oggi ci abituano a volere tutto e subito.

Invece, proprio se non hai molta esperienza, è indispensabile che ti cimenti subito nel redarlo.

All’inizio farai degli errori e lo modificherai man mano che progredirai nei tuoi risultati di trading.

Io ogni anno rivedo il mio piano e sposto l’asticella dei miei obiettivi sempre un gradino più in alto.

Questo mi serve non soltanto per vedere se riesco a fare meglio dell’anno passato ma ad avere una consapevolezza di quello che sto facendo e come.

Se ti va, inviami il tuo piano dopo averlo completato, in questo modo potrò dirti la mia 😉

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Tiziano Brunno Tradingblog

Photo Credit: Unsplash

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